Domanda 1 di 20

Domanda 1

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Il nome le viene da Villanova, un piccolo centro vicino a Bologna, dove alla meta' del secolo scorso vennero portati alla luce i primi ritrovamenti di resti di capanne e di tombe. Ma questa civilta' interessa un gran numero di insediamenti anche nell'Italia centrale (soprattutto nell'area toscolaziale, che sembra oggi la piu' ricca e interessante) e meridionale, tanto che si puo' affermare che essa abbia avuto una funzione unificante mediante la sua diffusione in contesti culturali diversi. Si tratta insomma non di un popolo con un'unita' etnica e linguistica, ma piuttosto di una componente culturale diffusa, percio' unificante, in una fase e su un territorio molto ampio, nella quale si possono distinguere particolarita' e caratteristiche locali. Nella varieta' di prodotti si possono individuare alcuni caratteri fondamentali e ricorrenti nei manufatti dei corredi funerari, come l'uso del ferro per le armi. Caratteristica delle sepolture villanoviane e' l'incinerazione, l'uso cioe' di deporre i resti cremati dei defunti entro vasi cinerari collocati, insieme ad altri oggetti d'uso che costituiscono il corredo funerario (fibule, rasoi, armi, recipienti con svariate funzioni), entro tombe a pozzetto rivestite internamente di ciottoli e ricoperte da una lastra di pietra. La forma piu' tipica del cinerario villanoviano e' quella detta biconica dal corpo dei vasi a doppio tronco di cono; delle due anse orizzontali una in genere e' simbolicamente spezzata e deposta entro l'urna oppure il vaso ha una sola ansa; il materiale e' quasi sempre la terracotta, talvolta il bronzo. I cinerari sono coperti con una ciotola rovesciata oppure con un elmo in lamina bronzea, che caratterizza il defunto mediante i simboli della sua appartenenza a una categoria sociale di agricoltori e guerrieri. La civilta' villanoviana rivela la sua originaria appartenenza all'area culturale del Settentrione con i legami con la civilta' delle terramare, fiorita appunto nel territorio dell'odierna Emilia. E piu' in generale con l'ambito dell'Europa centro-occidentale dove si era diffusa (XIII-VIII secolo a.C.) la civilta' dei «Campi di urne», cosiddetta dai ritrovamenti di vaste necropoli nelle quali le ceneri dei defunti erano poste in urne di terracotta interrate, a volte segnalate all'esterno da un piccolo tumulo di terra. Piu' in particolare certi aspetti della civilta' villanoviana sono collegabili a quella di Hallstatt, una tarda manifestazione del fenomeno dei Campi di urne, cosi' chiamata dal nome di un villaggio austriaco non lontano da Salisburgo, dove e' stata scavata una necropoli di piu' di mille tumuli datati ai primi secoli dell'eta' del ferro. Presso Hallstatt vi erano importanti miniere di sale, di cui le popolazioni locali facevano commercio: questo spiega la presenza della notevole quantita' di manufatti metallici, molti dei quali di importazione, tra le suppellettili dei corredi funerari. L'importanza dei ritrovamenti di Hallstatt e la rivelazione dei suoi contatti con culture esterne e con l'area italica ha fatto assumere questa civilta' come punto di riferimento per la prima eta' del ferro di una vasta area dell'Europa e, in particolare, per certi aspetti dello stesso periodo in Italia, come quelli di Golasecca ed Este, oltre a Villanova. I motivi lineari e geometrici dei prodotti villanoviani, come quelli dell'urna di Tarquinia, sono almeno in parte riconducibili ai modi elaborati nei centri danubiani. Nei manufatti di ceramica delle tombe villanoviane si assiste al passaggio dalla decorazione impressa a linee, cerchi, svastiche all'apparire della ricerca plastica e della figura umana e animale, sui coperchi dei cinerari, nelle anse dei vasi rituali oppure negli asko'i, cioe' nei vasi plasmati in forma di uccelli, bovidi, cervidi. Eleonora Bairati - Anna Finocchi, Arte in Italia, Loescher Editore, Torino 1984.
I manufatti metallici di Hallstatt sono:
prodotti etruschi
collegati, almeno in parte, all’attività commerciale svolta dagli abitanti
un’espressione significativa dell’età del bronzo
di importazione villanoviana